Chinese Doll: Gianluca Balocco presenta le sue opere

Chinese Doll è il titolo della mostra di Gianluca Balocco che verrà inaugurata domani giovedì 31 maggio, alle ore 18.30, presso l’Auditorium Piero Calamandrei di La Scala Società tra Avvocati (via Correggio 43, Milano).

Sedici pannelli espositivi in cui le fotografie realizzano una sorta di collage compongono la personale ospitata da La Scala Società tra Avvocati e dalla sua Toogood Society – fondata nel 2013 per avviare un progetto di formazione culturale, nella convinzione che gli stimoli culturali arricchiscano gli individui, non solo da un punto di vista personale ma anche professionale. Videomaker e performer con un lungo percorso espositivo di ricerca artistica e autoriale, Gianluca Balocco utilizza la fotografia come mezzo di indagine e come strumento scientifico in progetti definiti al limite tra la biologia evoluzionista e l’antropologia contemporanea. Secondo l’artista, la fotografia può raccontare e rivelare il senso della biodiversità e della vita con la stessa efficacia di un microscopio per un biologo. Le sue ricerche lo hanno portato a immortalare piante “nude”, stanze vuote o abitate, luoghi simbolici, donne, popolazioni tribali e il loro rapporto con la natura e con la magia.

Così anche nella mostra “Chinese Doll”, l’artista racconta il decadimento della società occidentale e la contaminazione tra le culture attraverso una nuova rappresentazione del giocattolo, simbolo educativo per eccellenza. L’interesse per la bambola, al centro della presente serie, va inserito nel contesto di ricerca dell’artista. Balocco scopre le bambole attraverso la storia del distretto di Canneto sull’Oglio, la cui lunga tradizione di produzione di bambole va in crisi negli anni ’80 a causa della concorrenza delle grandi multinazionali in particolare asiatiche. Balocco ama evidenziare le contaminazioni etniche e culturali dei popoli e, in questa mostra, tale influenza è rappresentata dall’incontro tra Oriente e Occidente.

Artista, fotografo e performer, Balocco ha studiato negli anni ’80 tecnica della fotografia e ha orientato la sua ricerca artistica a questo mezzo. Nel 1993, ha partecipato alla XLV Biennale di Venezia con l’installazione video e fotografica, “Viaggio senza Passaporto”. Dopo il volume Naked plants con Aboca, si è dedicato al progetto “Cosmovisione Shuar” che racconta il lungo lavoro realizzato in Amazzonia con il popolo Shuar (Ecuador). Gli scatti, raccolti in un libro fotografico dal titolo “Witjai. I exist”, evidenziano l’importanza della tutela della biodiversità. L’installazione “The Anachronism of the Shaman Power”, una serie di opere fotografiche dedicate alle sciamane andine e alle loro cerimonie legate al mondo vegetale, è stata presentata nel 2017 alla GNAM di Roma e alla Milano Photoweek. Ha partecipato all’edizione 2018 di MIA Photo Fair di Milano con il progetto “ La vita delle cose” realizzato in partnership con il Museo Messina di Milano.

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