Griffini. Con le nuove tecnologie editori e manager
devono rivedere il modo di fare i giornali

di Chiara Osnago Gadda. Oggi più che mai, le frontiere della comunicazione si spostano nel digitale. Il settore del publishing sta subendo una fortissima metamorfosi che porta, ovviamente, a una rivisitazione totale del canale, della distribuzione e della tecnologia in gioco. Come si deve muovere oggi chi vole intraprendere il lavoro di editore o manager nel settore dell’editoria? Lo abbiamo chiesto a William Griffini, ceo di Carter & Benson, – www.carterbenson.com – una delle più autorevoli società di head hunting presenti sul mercato.Secondo l’head hunter chiunque oggi abbia voglia di intraprendere il lavoro di editore o manager nel campo dell’editoria deve rivedere organizzazioni e competenze in modo radicale. “L’i-pad è la dimostrazione pratica che il futuro è già nelle nostre mani”, dice l’head hunter, “e  altrettanto pratica è la dimostrazione che tutte le testate giornalistiche hanno creato applicazioni specifiche. Purtroppo, però, si vuole far pagare al canale informatico lo scotto dei costi di struttura di un modello industriale che andrà a indirizzarsi verso altri lettori. Mi riferisco alla carta stampata che continuerà a esistere, ma sarà sempre più legata a fasce o categorie di clienti non generalisti come in precedenza. Sta nascendo una nuova tipologia di clienti che può essere incentivata  ad acquistare online attraverso l’i-pad, per esempio. Il punto focale, tuttavia, è che questi servizi non dovrebbero avere un prezzo così elevato – come in realtà hanno – altrimenti non si riesce a incentivare un nuovo lettore e a usufruire e fruire delle informazioni online distribuite da una  testata giornalistica.”

In che direzione si sta andando?

“Partendo dalla considerazione che tutte le testate giornalistiche hanno ormai una versione online in internet che sta crescendo molto a discapito della parte cartacea, non conta più il fatto che le società abbiano compreso il nuovo canale o che il canale sia disponibile all’utilizzatore finale. Conta che si costruisca un prodotto/servizio calibrato e con un costo giustificato in rapporto al nuovo canale. Conseguentemente, l’imprenditore e/o il manager dovrebbero essere rivoluzionari come lo sono stati la tecnologia e i social network . Non dovrebbero limitarsi ad attivare solo interventi integrativi al vecchio modello di business.”

Che valore assumerà l’informazione?

“L’informazione rimarrà fondamentali anche se dovrà essere molto più di qualità. L’elaborazione della notizia, e la sua veicolazione, rimarranno al centro delle iniziative editoriali. Meglio ancora se le notizie venissero “studiate e costruite” utilizzando fonti dirette dell’editore e non solo riportate.”

 

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