Netcomm lancia la carta anticontraffazione dell’ecommerce

SIMBOLICA SPESA SU INTERNET ACQUISTI ON LINE



FOTO DI © LUIGI INNAMORATI/SINTESI

Nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico è stata firmata ieri “Carta Italia”, l’accordo volontaristico tra titolari di diritti e attori del commercio online, promossa dal Consorzio Netcomm, Indicam e MISE. Il documento costituisce il seguito delle linee programmatiche e degli impegni che il CNAC (Consiglio Nazionale Anticontraffazione) fissò nei suoi lavori e più volte ribaditi dal Sottosegretario Senatrice Simona Vicari, che ne è Presidente.

La Carta impegna i suoi firmatari – inizialmente INDICAM e Netcomm ma aperta a tutti i soggetti della filiera produttiva e distributiva operanti in Italia, cioè merchant, piattaforme di eCommerce, titolari dei diritti, produttori licenziatari e associazioni dei consumatori – a porre in opera come best practice misure conformi allo stato dell’arte, che consentano l’individuazione delle offerte relative a prodotti non autentici anche prima della loro messa online, nonché a prevenire il ripetersi di tali offerte.

“La vendita di prodotti contraffatti via Internet sta raggiungendo proporzioni sempre più allarmanti, tali da scoraggiare le imprese nell’utilizzo di un canale, l’E-commerce, che potrebbe rappresentare un potenziale altissimo di sviluppo”, ha affermato il Sottosegretario Simona Vicari. “Non serve ricordare che le recenti ricerche condotte sulla vendita online di prodotti contraffatti dimostrano l’esistenza di veri e propri network criminali che gestiscono unitariamente decine di siti dediti al commercio illecito di prodotti, spesso riconducibili a più marchi noti. Per la prima volta in Italia sono stati assunti dalle parti impegni cogenti: si impegnano i titolari dei diritti, che dal lato loro forniranno a chi di dovere tutte le informazioni utili per identificare i prodotti non originali e individuare quegli elementi distintivi dei venditori che potrebbero immettere prodotti falsi sul mercato. Si impegnano i merchant, che utilizzeranno queste informazioni per riconoscere i prodotti non originali e ovviamente non li venderanno. Si impegnano le piattaforme che in primo luogo veicoleranno le informazioni e poi interverranno nel modo ritenuto più opportuno per evitare che vengano venduti prodotti non autentici: informando il venditore e se necessario anche bloccando l’account del venditore stesso”.

La Carta prende anche spunto dalle esperienze europee già in atto, come il “Protocollo d’intesa per la lotta contro al vendita online di merci contraffatte” sviluppato nell’ambito dello Stakeholder Dialogue della Commissione Europea, e la “Charte de lutte contre la contrefaçon sur internet” sviluppata in Francia, che hanno già dimostrato come gli accordi spontanei possano fornire la flessibilità per adattarsi rapidamente agli sviluppi tecnologici e fornire soluzioni efficienti al problema della contraffazione online.

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