Carige: non basta Giuseppe Tesauro a tranquillizzare la Bce. Titolo a picco (-9,2%)

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Carige ancora in alto mare. Alle decisione della Banca con il suo principale investitore Malacalza Investimenti, holding della famiglia genovese titolare del 17,6% del capitale, di affidare all’ex presidente della Corte Costituzionale, Giuseppe Tesauro la presidenza della banca e preparare il rilancio Bce ieri ha richiesta alla banca di varare un nuovo piano industriale che tenga conto del deterioramento dell’attuale scenario e un piano che rifletta le nuove considerazioni sulle opzioni strategiche.

La Bce ha comunicato all’istituto ligure l’intenzione di adottare una decisione finalizzata alla “riduzione dei rischi” e alla “presentazione di un piano per adeguarsi ai requisiti di vigilanza” (“the reduction of risks and the presentation of a plan to restore compliance with supervisory requirements”) spiega la banca in una nota. La Banca centrale guidata da Mario Draghi ha chiesto un “nuovo Funding Plan” entro il 31 marzo 2016, un nuovo piano industriale entro il 31 maggio che tenga conto del deterioramento dell’attuale scenario e un piano che rifletta nuove considerazioni sulle opzioni strategiche, entro maggio. Carige ha replicato alla Bce “fornendo i propri commenti e osservazioni, ribadendo l’adeguatezza delle strategie, dei processi, dei fondi propri e della dotazione di liquidità atti a fronteggiare i rischi correnti e prospettici del Gruppo anche nel nuovo deteriorato scenario di riferimento”.

Alla decisione di qualche giorno fa i mercati hanno reagito e male. Nella ristrutturazione  Malacalza & Co avevano confermato due consiglieri uscenti (Beniamino Anselmi e Giampaolo Proveggi cooptati un anno fa all’ingresso di Malacalza) e sostituisce tutti gli altri, vertice incluso. Al posto dell’attuale terna di comando la Malacalza Investimenti punta, oltre che su Tesauro per la presidenza, sullo stesso Vittorio Malacalza per la vicepresidenza e su Guido Bastianini per il ruolo di amministratore delegato. A Tesauro (già presidente di Antitrust e Corte Costituzionale), quindi si affiancai un manager motivato e giovane. Bastianini, classe 1958 (a Genova poco più di un ragazzo), attuale presidente di Banca Profilo, avrà la guida operativa di Carige anche se questo questo formalmente avverrà con l’elezione del nuovo consiglio. Nella lista, presentata da Malacalza dopo Tesauro e Malacalza, anche Luciano Pasquale (scelto dalla Fondazione Carige), Guido Bastianini, Maurizia Squinzi, Beniamino Anselmi, Giampaolo Provaggi, Paola Girdinio, Elisabetta Rubini, Lucia Venuti, Anna Maria Chiodaroli, Lorenzo Cuocolo, Flavio Venturini e Massimo Pezzolo. Una lista in rosa, visto che un terzo dei componenti dovrà essere donna e che in questo caso coinvolge l’ex direttore generale di Mittel, Maurizia Squinzi, il docente universitario e consigliere di amministrazione dell’Enel, Paola Girdinio, l’avvocato milanese Elisabetta Rubini, il direttore di Amia Carrara, Lucia Venuti e Anna Maria Chiodaroli, commercialista piacentina.

MA QUANTI ENTRERANNO NEL CONSIGLIO DEI 15?

In gioco anche altre tre le liste depositate, The Summer Trust di Gabriele Volpi, titolare del 6,1%, i nuovi pattisti che Coop e fondazioni bancarie (De Mari e Cassa di Carrara) con il 4,2 e Assogestioni con l’1. A queste potrebbero andare in tutto 5-6 consiglieri. Malacalza ne avrebbe quindi 9 o 10 (i “pattisti” confermeranno il consigliere uscente Remo Checconi e indicheranno al numero due Silvano Tabò). Per la lista di Malacalza dovrebbero quindi entrare, oltre a Tesauro e Malacalza, il presidente della Camera di Commercio Luciano Pasquale, Bastianini, Squinzi, i riconfermati Anselmi e Provaggi, Girdinio, Rubini, Venuti e Chiodaroli, mentre potrebbero restare esclusi il docente universitario Lorenzo Cuocolo, figlio dell’ex presidente Carige Fausto, Flavio Venturini e Massimo Pezzolo. Assemblea a fine marzo. Ma nel frattempo si leggeranno i dati di Borsa per capire come risponde il mercato.

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