Anche gli investitori premino l’innovazione

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L’ innovazione non è una priorità solo per le imprese, costrette a misurarsi su un mercato globale sempre più competitivo, ma anche per gli investitori, che potrebbero trovare nelle aziende innovative i cavalli vincenti su cui scommettere (e guadagnare).

Ne è convinta Candriam (il gestore di attivi pan-europeo), che ha pubblicato la ricerca “La creazione di valore tramite l’innovazione incrementa il rendimento degli azionisti (Value-creating innovation boosts shareholder returns)”.

Nell’indagine viene motivato come un portafoglio diversificato investito in titoli azionari di aziende innovative operative in un ampio spettro di settori dovrebbe assicurare nel lungo termine un extra rendimento rispetto a quello di un universo allargato. In un’ottica di investimento, l’innovazione conterà sempre di più rispetto alla qualità e al servizio, che a oggi non costituiscono più fattori di differenziazione, bensì prerequisiti per la buona performance.

Esistono evidenze significative che attestano l’extra-rendimento: nel corso degli ultimi sette anni un portafoglio di titoli innovativi ha più che duplicato il proprio valore, mentre il più ampio mercato ha registrato un aumento di circa il 50%.

Un termine per identificare l’innovazione è rappresentato dagli investimenti di Ricerca&Sviluppo, anche se non l’unico. Il Libro Bianco di Candriam ha rilevato che se la spesa per l’R&S supera il 20%, il profilo di rischio-rendimento è deludente. Così, l’innovazione non può essere misurata puramente mediante i numeri, quanto piuttosto identificata allorquando sussiste una decisione deliberata di modificare un mercato e di porre la creatività coordinata al centro della cultura aziendale. Questo significa che l’innovazione non si limita al dipartimento R&S, ma è parte del DNA di una società a tutti i livelli, dal Consiglio di Amministrazione ai membri del personale.

Tra i settori più innovativi (e quindi più appetibili) quelli dei prodotti chimici, sanitari, informatici, industriali e in determinati segmenti del mercato dei beni di consumo, che riscuotono un successo relativamente elevato in termini di R&S e innovazione. Un portafoglio di investimento innovativo tende ad avere un’esposizione preponderante a fattori qualitativi e piccole dimensioni. Non sorprende che il portafoglio sia anche esposto al fattore di crescita.

Ma per poter ambire all’extra-rendimento,bisogna che il portafoglio sia ben studiato, con l’attenta valutazione delle aziende su cui si decide di puntare. E questa è la maggiore difficoltà: valutare i margini di crescita di una startup può essere facile, ma costruire un portafoglio diversificato e che abbia le spalle larghe per poter aspettare la maturazione di business innovativi è la sfida che i business angel (o i semplici finanziatori) devono vincere.

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