Brexit: un sondaggio non penalizza May. Tory al 43%

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Un sondaggio, ‘hard Brexit’ effettuato nei giorni scorsi non penalizza per nulla il primo ministro Theresa May che porta i Labour al distacco più alto degli ultimi sette anni. I Tory si attestano al 43%. Ukip e Libdem calano.

Un sondaggio che ricompatto il partito di Theresa May dopo le divisioni del referendum sull’Ue, e
investito da nuove polemiche interne dopo la proposta (poi ritirata) sulle ‘quote’ dei lavoratori stranieri della ministra Amber Rudd. Il Partito Conservatore britannico resta la prima forza del regno: con un vantaggio quasi record sui Laburisti di Jeremy Corbyn e con gli altri maggiori partiti tutti in calo. Almeno stando a un
sondaggio realizzato dall’istituto Icm per il Guardian. La rilevazione da’ i Tory al 43% dei consensi, con altri due
punti guadagnati nell’ultimo mese a dispetto delle perplessità di alcuni media e di parte del mondo del business rispetto ai segnali di accelerazione verso una potenziale ‘hard Brexit’ venuti di recente dalla premier. Al contrario il Labour, dove la fronda interna al gruppo parlamentare contro la svolta a sinistra di Corbyn prosegue malgrado la netta rielezione del leader a settembre, si ferma al 26%, ossia 17 punti indietro: il distacco maggiore dal 2009, a tre punti dallo scarto record del 20% registrato nel 2008 sotto la leadership di Gordon Brown.
Male anche fra gli altri partiti nazionali, ai litigiosi euroscettici dell’Ukip – alla ricerca d’un successore di Nigel Farage e di una nuova identita’ dopo il trionfo referendario – che scendono all’11% (dal 13). Ne’, sul fronte opposto, agli europeisti Libdem di Tim Farrion e Nick Clegg che – sventolando la bandiera anti Brexit – tornano a calare dal 9 all’8%-

MA I TIMORI PER LA BREXIT COLPISCONO PESANTEMENTE LA STERLINA

I timori da Brexit stanno colpendo pesantemente la sterlina. Dopo il flash crash di venerdì scorso, che ha fatto scivolare il pound sui minimi da 31 anni contro il dollaro, la divisa inglese arriva a valere meno di un euro, cosa mai avvenuta prima. Oggi sul mercato valutario per un euro si ricevono in cambio circa 0,9028 sterline mentre il cross GBP/USD si attesta a 1,2383. In poco meno di un anno la sterlina ha perso un quinto del suo valore. A deprimere la moneta inglese il braccio di ferro tra Londra e Bruxelles sui termini dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, che secondo il presidente francese, Hollande, non dovranno essere morbidi. “Il Regno Unito ha deciso per la Brexit. Bisognerà andare fino in fondo per soddisfare la volontà degli inglesi di uscire dall’UE”, ha sottolineato Hollande. “Dobbiamo dimostrare fermezza, altrimenti “metteremo in discussione i principi stessi dell’Unione Europea” e “ad altri Paesi verrà in mente di uscire dall’Unione europea per godere di presunti vantaggi e senza inconvenienti né regole”.

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