Con Brexit export agroalimentare a rischio

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“Le conseguenze della Brexit sull’agroalimentare sono ancora premature”, dice il presidente dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Giorgio Mercuri .

“L’eventuale decisione del governo britannico di uscire dall’Ue aprirebbe una fase di negoziazione con l’Unione europea che si protrarrebbe verosimilmente per un paio di anni. Nel frattempo il mercato inizierà ad assestarsi verso il nuovo scenario. Molto dipenderà dal tipo di politica commerciale che in caso di Brexit sceglierà il Regno Unito”.

600 MILIONI DI EXPORT IN GRAN BRETAGNA

Con oltre 600 mln di euro nel 2015, circa il 18% del totale delle esportazioni Oltremanica dei prodotti agroalimentari made in Italy, il Regno Unito è per la cooperazione italiana il secondo mercato europeo per importanza dopo la Germania. Una piazza strategica in particolare per comparti come ortofrutta fresca e trasformata (200 mln di euro), vino (185 mln), latte e formaggi (80 mln) e salumi e carni fresche (oltre 70 mln), che per Alleanza delle Cooperative agroalimentari vale l’8,5% del totale export.

“Se la politica commerciale sarà orientata a un accordo di libero scambio con l’UE, occorrerà valutarne i termini: è da escludere l’apposizione di dazi, mentre bisognerà fare i conti con l’impatto di eventuali modifiche in merito al riconoscimento delle denominazioni di qualità. Un aspetto chiave per la cooperazione, che è leader in queste produzioni. Da non trascurare infine”, ha concluso Mercuri, “le eventuali conseguenze sul tasso di cambio euro-sterlina, che determinerà la competitività dei prezzi dei prodotti”.

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