Brexit: come cambieranno gli investimenti?

Investimenti

Brexit: Che fine faranno gli investimenti? Non si è ancora placata l’emozione per lo shock che il mondo intero ha registrato per l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa che i grandi investitori istituzionali guardano con apprensione le strategie a lungo termine, un percorso tra volatilità e incertezza dei mercati.

Molte analisi elaborate da società specializzate nella gestione di patrimoni a livello internazionale prevedono una fase di incertezza sui mercati che potrebbe protrarsi per il periodo di negoziazione con l’UE. “Come sempre avviene in periodi di forte turbolenza è ipotizzabile che verranno evidenziate anche interessanti opportunità sui mercati finanziari “, commenta Luca De Biasi, investments & retirement leader di Mercer Italia . “E’ tuttavia fondamentale che gli Investitori istituzionali Italiani continuino a fare affidamento su una solida Governance dei processi di investimento in essere (in tal modo riuscendo a gestire fasi di forte turbolenza dei mercati avendo strutturato in anticipo portafogli robusti) evitando di prendere decisioni legate all’ “emotività” del momento contingente”. L’impatto della volatilità dei mercati così come dei rischi valutario e inflazionistico sulla costruzione dei portafogli e nella generazione di rendimenti attraenti era già sull’agenda degli investitori istituzionali, come attestato dalla ricerca Mercer Asset Allocation Survey 2016 diffusa recentemente. “Sono già evidenti le pressioni sui titoli obbligazionari governativi dei Paesi periferici dell’area euro, Italia inclusa, con un marcato aumento dello spread rispetto al decennale tedesco. A ciò si accompagna un andamento decisamente negativo dei principali mercati azionari mondiali”, conclude De Biasi. Mercer è una società di consulenza per la gestione degli investimenti degli investitori istituzionali, con un patrimonio di oltre 9mila miliardi di dollari under advisorye realizza le ricerche Asset Allocation Survey e il Mercer Melbourne Global Pension Report, che confronta i sistemi previdenziali dei principali paesi al mondo sulla base di oltre 50 indicatori. Mercer fa parte del gruppo Marsh & McLennan Companies insieme a Marsh, Oliver Wyman e Guy Carpenter.

Secondo Kempen Capital Management la risposta turbolenta dei mercati non fa pensare a un’altra ‘crisi alla Lehman’ (un evento che causa un rischio sistemico sul sistema finanziario o sull’economia), la Brexit scatenerà un’avversione al rischio e una conseguente fuga verso i porti sicuri. Le valute rifugio – come il franco svizzero, lo yen e il dollaro USA – e l’oro stanno performando bene. I rendimenti effettivi sui Titoli di Stato dei mercati sviluppati registrano un ribasso a causa della combinazione tra fuga dei capitali e  potenziali misure espansionistiche e/o di iniezione di liquidità da parte delle Banche centrali per ridurre le tensioni sui mercati finanziari. Le principali Banche centrali hanno predisposto interventi e misure di politica convenzionale a loro disposizione. KCM prevede un maggiore ripidità della curva dei rendimenti britannici, poiché gli investitori sono preoccupati delle spinte inflazionistiche. “Gli spread sui governativi dei paesi del sud dell’Eurozona si allargheranno ma il programma di acquisti di bond della BCE potrebbe evitare rialzi estremi nel breve periodo. Allo stesso tempo, l’accresciuta avversione al rischio degli investitori e le prospettive di crescita modeste incideranno negativamente sui mercati azionari”, dicono gli esperti di KCM. “La sterlina inglese è sotto pressione, al pari dell’euro, anche se quest’ultimo in minor misura. Dopo la reazione iniziale, inizia il tempo della riflessione. Gli investitori si chiederanno che cosa è cambiato in termini fondamentali. L’economia britannica sarà colpita pesantemente e la Brexit frenerà la crescita anche nel resto del mondo. Ci preoccupano in particolare le implicazioni politiche nel resto dell’Unione europea/Eurozona.

“In questa fase, non siamo in grado di prevedere appieno le conseguenze, ma non c’è dubbio che saranno
negative per tutte le parti”, dice il ceo di Deutsche Bank, John Cryan. “Come banca con quartier generale in
Germania e con una forte presenza nel Regno Unito, siamo preparati.Tuttavia, non c’è dubbio che l’incertezza creata dai risultati del referendum sarà una sfida. Temo non sia una buona giornata per l’Europa. Sono un forte sostenitore del progetto europeo, che ha portato pace e prosperità per oltre 50 anni. Come britannico ed europeo, mi rattrista in particolare che l’Europa abbia perso attrattiva per molti dei miei connazionali. E’ un chiaro segnale alla Ue di avvicinarsi ai suoi cittadini e di rafforzare la democrazia”.

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