Brasile: crisi o opportunità?
Incontro con la Camera di Commercio Italo Brasiliana

Flag of BrazilAgli imprenditori e ai manager delle aziende italiane, la Camera di Commercio Italo Brasiliana  – www.ccib.it –  propone il seminario dal titolo “Brasile: crisi o opportunità? Come agire per avere successo”. L’evento in programma giovedì 24 ottobre nella sede milanese della CCIB di via della Moscova 3 a partire dalle ore 14.15.Il seminario intende fornire indicazioni concrete sul Brasile e su come operare sul territorio dei suoi 27 Stati. In particolare, a seguito dell’accordo firmato il 10 gennaio 2013 dalla CCIB con lo Stato dell’Espirito Santo, verrà illustrato il protocollo delle possibili collaborazioni tra le aziende dei due Paesi.

Lo Stato dell’Espírito Santo è un mercato che presenta una certa attrattività per le imprese italiane perché è il secondo produttore brasiliano nell’Oil & Gas e il Paese con il Pil più alto del continente. Le nuove scoperte di giacimenti dovranno essere potenziate con infrastrutture stradali e autostradali, l’edilizia civile e industriale e la meccanica di precisione, tutti settori dove l’Italia può portare un prezioso know how.

L. FELETTOPer cercare di comprendere l’insieme della “geografia economica” dello Stato dell’Espirito Santo – Brasile, è necessario valutare alcuni aspetti strategici. Per questo abbiamo rivolto alcune domande a Luciano Feletto, (nella foto) presidente CCIB.

Quali sono nell’ambito dello Stato dell’Espirito Santo le zone dove le imprese italiane potrebbero delocalizzare?

Lo Stato diviso tra Nord e Sud, propone vantaggi e situazioni fiscali diverse tra di loro. Per decidere la migliore soluzione all’impresa, è sempre utile confrontare i vantaggi offerti da un’area, con le scelte strategiche dell’impresa, rispetto i suoi settori d’operatività. La prima indicazione utile per un’impresa industriale italiana, che volesse insediarsi oggi nell’Espirito Santo, è che il suo insediamento è più vantaggioso se avviene al Nord dello Stato, ove può godere, oltre che di rilevanti vantaggi fiscali, di una logistica strategica rappresentata dalla ferrovia, viabilità, autostrada in costruzione e collegamenti diretti con i principali porti della capitale.

Come sono gestiti attualmente i porti dello Stato di ES? Quali facilitazioni di imbarco-carico-scarico?

I porti internazionali dell’Espirito Santo sono due, ma in pratica ce ne sono cinque, poiché tre di proprietà d’imprese locali di grandi dimensioni che li usano in autonomia, e che all’occorrenza, permettono il transito di altre merci, sul loro porto. Tutti moderni, organizzati ed efficienti.

Come sono collegati attualmente i porti con le attuali principali aree di sviluppo dello Stato di ES? E quali collegamenti con gli Stati limitrofi: Rio de Janeiro, San Paulo, Bahia e Minas Gerais?

I principali porti della capitale Vitoria sono collegati attualmente da un’arteria federale Sud – Nord agevole. La parte a Nord dello Stato, anche con la ferrovia, che poi si snoda negli Stati del Minas Gerais e San Paolo. I collegamenti con gli Stati limitrofi sono buoni, e sono in costruzione collegamenti autostradali con Rio de Janeiro, Minas Gerais e Bahia, e con strade efficienti con tutti gli altri Stati limitrofi, avendo presente che il “porto” che utilizzano abitualmente le imprese del Minas Gerais, è quello di Vitoria/ES.

Quali sono attualmente le leggi dello Stato ES che tutelano l’ambiente?

Lo Stato, nell’osservanza della direttiva federale sulla materia, pratica leggi ambientali evolute, che per le imprese italiane abituate a leggi restrittive, sono facilmente applicabili, e nella fattispecie, lo Stato, a vocazione industriale, agevola le Imprese organizzate in tal senso.

Quali le forme di fiscalità attivate nei confronti di chi importa e nei confronti di chi delocalizza?

Come è comune in tutto il Brasile ed anche nell’Espirito Santo, la sola “commercializzazione” di prodotti, attrezzature e merci, in generale è gravata da forti imposte e tasse d’importazione, senza possibilità di alcun vantaggio. Diversa è la situazione nel caso di un’impresa Italiana che intenda insediarsi nell’Espirito Santo per fare l’“assemblaggio o produzione locale”, poiché lo Stato, competente per un’imposta che incide il 18% sui beni importati e movimentati, in base alla tipologia e tecnologie dei “componenti o parti importate”, la può ridurre o annullare, facilitando così la competitività dell’Impresa lì insediata. Lo Stato dell’Espirito Santo per la sua collocazione geografica Paese (sul mare e prettamente industriale ove la metallurgia, Oil & Gas, marmi e graniti ed altre eccellenze) ne fanno una location appetibile, e per nostra esperienza, sappiamo che “ogni progetto imprenditoriale Brasile”, deve comunque essere valutato, considerando diversi fattori strategici all’impresa.

La CCIB, fondata nel 1954, è legalmente riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico di Roma ed è Registrata al n°18 nell’elenco delle Camere di Commercio italo estere o estere in Italia. Il suo obiettivo è fornire agli operatori economici delle due comunità di riferimento, italiani verso il Brasile e brasiliani verso l’Italia, informazioni, consulenza e assistenza. In particolare la CCIB intende informare e sostenere le Imprese italiane nelle loro azioni d’internazionalizzazione verso il Brasile; promuovere con altri Organi del “sistema Italia” eventi miranti al sostegno delle Imprese e del Made in Italy; fornire alle Imprese italiane adeguati servizi perché possano valutare, con conoscenze opportune, le loro azioni verso il Brasile; adottare metodologie di supporto e comunicazione alle Imprese ed Organi del “sistema Italia”; favorire, in ogni forma, le collaborazioni tra le due comunità economiche e istituzionali, utilizzando, caso per caso, le metodologie atte a favorire gli scambi tra queste diverse culture economiche. CCIB ha sede a Milano in via della Moscova 3 (tel. 026552044, camera@ccib.it – www.ccib.it) e in Italia è presente con Uffici di Rappresentanza in Liguria, Friuli, Emilia Romagna e Lazio.

Repubblica presidenziale con assetto federale dal 1891, il Brasile ha dimensioni e caratteristiche di un continente più che di un Paese, quindi avventurarsi per commercio o iniziative imprenditoriali in questa realtà, senza guide esperte, può esporre a seri rischi o far perdere preziose opportunità. CCIB aiuta a prevenire i rischi e a sfruttare al massimo le opportunità. Su una superficie di 8,5 milioni di kmq (2,2 volte l’Unione Europea dopo l’allargamento a 25 Paesi, e 28 volte l’Italia) il Brasile è diviso in 26 Stati che, con il distretto federale, sono convenzionalmente raggruppati in 5 grandi regioni. Ogni Stato ha regole, leggi, usi e costumi differenti, anche se per tutti la lingua è il portoghese e la moneta è il Real. Gli abitanti sono circa 186 milioni, quasi il 40% dell’Unione Europea, il triplo dell’Italia, il 30% ha meno di 14 anni e solo l’8% ha più di 65 anni. Quindi si tratta di un Paese giovane, con una grande spinta alla crescita. CCIB intende qualificarsi presso gli stakeholder come il centro di competenze e di partnership più affidabile per chi vuole cogliere le possibilità di questo mercato in pieno sviluppo e molto attratto dal Made in Italy.

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