Feb 25 2019

Ribaltata l’ACB della Torino-Lione. Una lettura critica valuta benefici fino a 1,5 miliardi di euro.

Il 12 febbraio 2019 è stata presentata al governo l’Analisi Costi-Benefici (ACB) della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, voluta dall’attuale Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e redatta dal gruppo di lavoro sulla valutazione dei progetti coordinato da Marco Ponti, Professore Ordinario di Economia applicata al Politecnico di Milano. L’analisi stima un valore attuale netto economico (VANE) negativo pari, rispettivamente, a -6.995 milioni di euro, considerando i costi “a finire”, e a -7.949 milioni di euro, facendo riferimento al costo intero (comprensivo del costo della Fase Preliminare, consuntivato al 31/08/2018 in 1.397 milioni di euro). Il valore attuale dei benefici ammonta a 5,417 miliardi di euro, contro un valore attuale dei costi di 12,412 miliardi.

Questi alcuni temi indagati nell’“Analisi costi-benefici del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione”, condotta dal Centro Studi di Fondazione Ergo.

Di seguito, alcuni dati:

Il costo dell’investimento è sovrastimato, in quanto si analizza una visione europea del progetto anziché una italiana, conteggiando anche la quota a carico della Francia e si considera il costo della tratta nazionale di 200 milioni di euro per la riqualificazione e il potenziamento dello scalo di Orbassano, che non fa parte della Torino-Lione;
Nell’ACB originaria, si utilizza la regola “metà dell’headway”, che dimezza i tempi (infatti, viene conteggiato il risparmio di un’ora);

Il costo sociale per ogni decesso evitato viene stimato dalla UE pari a 1,87 milioni, per un ferito grave 243 mila euro. Questi numeri si potranno ridurre grazie alla nuova ferrovia, che comporterà un minor uso del trasporto su gomma sia passeggeri sia merci, quindi un minor numero di feriti e morti per incidente;

Nel calcolo della riduzione delle emissioni di CO2 per il passaggio da gomma a ferro, sono stati considerati soltanto i veicoli di classe Euro 5 e 6, mentre il parco circolante italiano è caratterizzato principalmente da veicoli euro 0-1-2-3-4 ad alto impatto inquinante;

Viene calcolato il calo nel gettito delle accise (e dei pedaggi) tra i costi, fattori da considerare in un’analisi finanziaria e non economica; ciò significa, inoltre, auspicare un maggiore consumo di carburante, per avere maggiori entrate nelle casse dello Stato

“Analisi costi-benefici” è il tema centrale del quarto numero de “I Quaderni di approfondimento”, la collana di Fondazione Ergo dedicata ad analizzare il panorama industriale italiano.

È possibile leggere e scaricare il quarto “Quaderno” a questo link  goo.gl/ayjjU

 

Feb 12 2019

Aurora Pitigliano: una storia d’altri tempi

Quella dell’Aurora Pitigliano è una storia d’altri tempi. Il calcio italiano è ricco di storie affascinanti che rasentano la favola. Le fiabe. Come quella dell’Usd Aurora Pitigliano, molto più che una squadra di calcio. Un vero e proprio polo di aggregazione per un paese di 3.800 anime che popolano Pitigliano, comune in provincia di Grosseto al confine tra le terre di Toscana e il Lazio. Nota come la piccola Gerusalemme, Pitigliano registra la presenza di una comunità ebraica che risale al 1500 e che da sempre è ben integrata nel contesto sociale che qui ha la propria sinagoga.

La società calcistica nasce ufficialmente nel 1922 anno in cui viene convocato il primo consiglio a cui aderivano tre società sportive diverse. Nel 1946 si stipula il primo atto notarile che ufficializza la costituzione della società calcistica. In quegli anni si disputavano solo amichevoli e singole partite con le squadre dei paesi vicini. Fino all’8 settembre del 1956 quando la Usd Aurora Pitigliano si iscrive al suo primo torneo regionale. In questi anni il migliore risultato ottenuto è stata la partecipazione al campionato Eccellenza nell’anno ’98 ’99. Lo stadio non ha un nome ufficiale lo chiamano tutti Vigna Grande un po’ per rendere omaggio alla famiglia Ciacci viticoltori da cinque generazioni che ha regalato il terreno che ha il sapore del tufo dove è stato costruito. Ma anche per rendere omaggio alla qualità dei vini rossi e bianchi DOC che produce la Cantina di Pitigliano in quelle colline dove risuonano i cori del club calcistico su un vecchio motivo di Sergio Endrigo.

Ogni domenica in cui l’Usd Aurora gioca in casa, sugli spalti ci sono almeno 300 persone il 10% dell’intera popolazione, galline e asini compresi. Siamo in piena Maremma al confine con la regione Lazio che se il pallone è troppo alto lo raccolgono a Roma. E proprio dalla Capitale arrivano alcuni ragazzi che ogni domenica difendono i colori della società. In totale i giocatori coinvolti nelle sei squadre che giocano in altrettanti campionati superano i 120 ragazzi, tra primi calci, esordienti, giovanissimi, allievi, juniores e prima squadra impegnata nel campionato Promozione Toscana. I colori? Giallo blu. Nel 2009 c’era anche una squadra femminile che dopo qualche anno non riuscì più a creare intorno a sè un minimo di presenze. Domani al Teatro Salvini verrà presentato il libro “Aurora Pitigliano, molto di più che una squadra di calcio”, curato da Vittorio Patanè giornalista sportivo alla presenza di Tulio Tenci, attuale presidente Usd Aurora Pitigliano; il sindaco Giovanni Gentili; Agide Rossi, delegato provinciale FIGC Ind; Vincenzo Sabatini, delegato regionale AIC associazione italiana calciatori, e numerosi ospiti e protagonisti del mondo del calcio.

“Il libro ripercorre la storia della società e della squadra dal primo consiglio del 1922, a cui si riferisce la foto collocata in copertina”, spiega Maria Letizia Romani, vicepresidente della società – quella che accompagna i ragazzi in trasferta ogni sabato. “È un racconto suddiviso per anni, corredato da risultati, tabellini, fotografie. Ci auguriamo che i lettori, sfogliando queste pagine, possano ripercorrere piacevolmente la storia dell’Aurora, provando emozioni, riconoscendosi magari in ricordi personali. Le stesse emozioni che abbiamo provato noi nell’assemblare il materiale. Abbiamo scelto come titolo ‘Aurora, molto più che una squadra di calcio’, perché l’Aurora è qualcosa che ha unito i pitiglianesi per intere generazioni, è stato ed è un punto di riferimento anche a livello sociale. Il primo ricordo che ho personalmente dell’Aurora, risale a quando avevo 5 anni, o forse 6, e andavo al campo sportivo con i miei genitori. Da dirigente il ricordo più bello è invece legato a tre anni fa, quando abbiamo vinto i play off a Sinalunga contro il Torrenieri. Un’emozione fortissima, più che vincere un campionato, perché sono finali con un risultato secco, o dentro o fuori, e soprattutto in bilico fino all’ultimo istante. Parlando dell’Aurora oggi, stiamo facendo bene quest’esperienza in promozione, anzi approfitto per fare pubblicamente i complimenti ai ragazzi e al mister per i risultati ottenuti sul campo.”

“Era un sogno che avevamo da tempo noi pitiglianesi di fare questo libro”, commenta Paolo Mastracca, assessore allo Sport del Comune di Pitigliano, “ho lanciato la proposta ed è stata subito raccolta da Aurora Pitigliano e da molti cittadini, che hanno partecipato attivamente alla ricerca della documentazione, proponendo vecchi articoli di giornale e foto. Senza lo sforzo comune di tutte queste persone non sarebbe stato possibile realizzare l’opera. È una bella pubblicazione, che sicuramente farà piacere a tutti coloro che hanno a cuore la squadra di calcio. Ma vorrei sottolineare, oltre al valore del libro, la bellezza dell’evento di presentazione, che è già di per sé un risultato straordinario, perché si ritroveranno tanti protagonisti della storia dell’Aurora, che hanno vestito la maglia giallo blu. Le adesioni all’evento sono state moltissime e questo ci riempie di orgoglio e di soddisfazione.

Nov 23 2017

Il primo amore non si scorda mai

Nel corso degli ultimi 40 anni ho amato e odiato La Repubblica a fasi alterne. E’ stata la prima testata che mi ha dato fiducia. Ero studente universitario attratto da tutto cio che nel 1977 poteva avvicinarsi alla comunicazione. Qualche esame di Sociologia Politica fatto sulla nascita del fenomeno delle radio private, mi portarono a bussare a quella porta di Via Turati, prima sede della redazione di Milano. Ho avuto la fortuna di incontrare un capo redattore amabilmente burbero che si occupava delle pagine milanesi e si agitava sotto il nome di Giampiero Dell’Acqua. Mi faceva fare e rifare i pezzi una, due, tre volte. Ed è stato lì tre mesi dopo tre mesi, sostituzioni dopo sostituzioni, estate dopo estate, che mi sono appassionato al mestiere di giornalista. Nel corso di questi decenni ho anche avuto modo di odiare molto questo quotidiano che non rappresentava più non solo il mio essere nella società ma soprattutto il modo di pensare, idealizzare, sognare il mestiere. Da ieri ho ripreso in mano questo primo grande amore e devo dire che mi ha sorpreso. Mi piace. Mi piace molto. Ha fatto uno scatto di cui, ne sono certo, ci ricorderemo nei prossimi decenni. Ancora una volta un apripista come lo è stato quarant’anni fa. Finalmente un quotidiano che ripensa e rimodella la struttura editoriale. La stessa funzione di un quotidiano. La cronaca offre spunti che vengono ampliati, approfonditi e allo stesso tempo ti propongono una lettura moderatamente ‘smart’. Un quotidiano da scoprire pagina dopo pagina senza certezze, senza la monotonia della routine, dell’immaginare quello che troverai la pagina successiva. Ottimo taglio fotografico, ottimo il nuovo lettering (chiamato Eugenio forse in onore del suo fondatore Eugenio Scalfari), ottime le pagine di notizie brevi sul mondo, che ricorda La Stampa degli anni ’80. L’impaginazione a cinque colonne riprende alcuni settimanali specializzate e all’avanguardia come è stato Pubblicità Italia che lanciammo con l’editore Lillo Perri nel 1988 in compagnia di Ermanno AccardiTiziano Marelli, Armida Cuzzocrea, Castiglia MasellaSalvatore Sagone, Manuel Gandin, Bianca Bessio, Daniele Monai, e di tanti altri amici e colleghi di cui oggi – solo per colpa dell’età – non ricordo più il nome. Buone le scelte delle interviste lunghe, calme, placide. Su cui e con cui riflettere. Molte mini inchieste esaustive – per quanto possa essere esaustivo il fare giornali. Un quotidiano che non puoi sfogliare per dare una semplice occhiata a titoli e occhielli. Ho avuto modo di visionare anche gli inserti regionali di Firenze (Toscana) e Milano (Lombardia) che trovo agili quanto basta per coprire anche una cronaca minore. Buona l’idea delle pagine Giorno e Notte con piantina cittadina per seguire gli avvenimenti del giorno di uscita. Certo tutto questo da leggere è molto dispendioso in termini di tempo. Ci sono decine di cose da leggere. In soli due giorni ho già ritagliato pagine e pagine che leggerò con comodo nel we. Al direttore Mario Calabresi e al vicedirettore Tommaso Cerno, ai colleghi e collaboratori voglio dire grazie per questo inaspettato ritorno. Mi dicono che ci sia anche una App a pagamento per i diversi device che sta battendo ogni record di adesioni. Ma a me piace ancora la carta. Avanti così.

Nov 17 2016

Ma se l’agroalimentare va così bene perchè non si incentiva di più?

Mipaaf ci fa sapere che l’export agroalimentare è salito a 27,9 mld in 9 mesi e solo nel mese di settembre ha toccato quota 3,4 mld. Una magnifica notizia per il nostro Pil. La crescita è stata di quasi 4 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Lo afferma il ministero delle politiche agricole sulla base degli ultimi dati Istat sul commercio estero. Nel solo mese di settembre l`export agroalimentare è cresciuto del 6,3% in più rispetto al 2015. “Un risultato importante”, ha detto oggi il ministro Maurizio Martina, “che dimostra come il settore agroalimentare rappresenti uno dei settori strategici per la crescita del nostro Paese. Con il piano per l`internazionalizzazione del Made in Italy il Governo sta lavorando per favorire la crescita e conquistare nuovi spazi sui mercati internazionali, contrastando l’italian sounding”. Oltre alla lotta al falso il governo si è mosso anche sul campo della promozione come la “Settimana della cucina italiana nel mondo”, un evento che si terrà dal 21 al 27 Novembre e che con le Ambasciate, i Consolati, gli Istituti italiani di Cultura e con la collaborazione di chef italiani di fama internazionale rappresenterà l`occasione per far conoscere e promuovere i grandi prodotti dell`agroalimentare italiano. Ma se va così bene all’estero perchè non sfruttare questi ultimi 18 mesi di successi (da Expo in avanti) per incrementare e fare il vuoto con le altre realtà internazionali. L’agricoltura da noi è bistrattata. Si potrebbero pensare e mettere in pratica operazioni di finanziamenti, aiuti a chi già opera nel settore e favorire ulteriormente la nascita di nuove realtà, magari specializzate e di nicchia. Siamo un popolo di agricoltori e contadini. Ritorniamo alla terra e ai suoi frutti.

Nov 03 2016

Riforma sì, riforma no. Nanopress.it prova a spiegare

A un mese dal referendum, Nanopress.it pubblica da oggi uno speciale editoriale per informare i propri lettori e chiarire tutti i punti della riforma costituzionale attraverso un video racconto a puntate del costituzionalista Edmondo Mostacci, focus d’approfondimento, la guida al voto, le ultime news sull’argomento. Uno speciale a tutto tondo con il coinvolgimento diretto dei lettori che, attraverso la pagina Facebook di Nanopress.it fanno domande e pongono quesiti sul tema a cui risponde lo stesso Mostacci, docente di Diritto Costituzionale e di Diritto Pubblico dell’economia presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi. È lo stesso docente a illustrare tutti gli aspetti della riforma proposta attraverso 15 pillole video, pubblicate dal lunedì al venerdì: una vera e propria lente di ingrandimento per capire la struttura del testo della riforma e gli argomenti più dibattuti e scottanti. Lo speciale è arricchito da articoli di approfondimento sulle parti fondamentali della riforma costituzionale, come il bicameralismo paritario, lo stravolgimento del Titolo V, il numero dei parlamentari, i costi della politica, la proposta di abolizione del CNEL – Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. La sezione dedicata alle ultime notizie permette un aggiornamento continuo su novità, dibattiti in corso, dichiarazioni e confronti televisivi. E’ prevista anche una guida “Istruzioni per il voto” che offre una raccolta di informazioni utili per arrivare preparati all’appuntamento alle urne del prossimo 4 dicembre.

“Questo speciale editoriale”, ci ha detto Dragan Jankovic, ceo di Trilud, “conferma Nanopress.it in prima linea per un’informazione puntuale, super partes, chiara e allo stesso tempo autorevole sui temi d’attualità; da sempre Trilud Group affronta questioni complesse spiegandole in modo semplice, grazie a una dinamica redazione di giornalisti e collaboratori illustri, come il costituzionalista Edmondo Mostacci. Una capacità divulgativa già recentemente dimostrata in occasione delle ultime elezioni amministrative e del referendum sulle trivelle”.

 http://www.nanopress.it/politica/referendum-costituziona

Nov 02 2016

Codecons aiuta la rottamazione delle cartelle esattoriali

rottamazioneCon la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale vede la luce il D.L. 22.10.2016 n. 193, collegato alla legge di Bilancio 2017. Una vera e propria riforma del sistema fiscale che prevede la rottamazione di numerose cartelle esattoriali, ma che ha colto impreparati i contribuenti, molti dei quali non sanno di cosa si tratta o come poter usufruire dei benefici fiscali introdotti dalla nuova legge. Chi deciderà di risolvere le proprie morosità nei confronti dell’ente di riscossione, infatti, potrà beneficiare del taglio delle sanzioni subite, degli interessi di mora nonché delle somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali. L’aggio della riscossione, invece, va comunque pagato.

La norma riguarda i ruoli relativi agli anni 2000-2015 ed è accessibile su semplice richiesta del contribuente, ma i tempi per completare questa procedura sono obbligati. I contribuenti che intendono avvalersi della rottamazione dovranno presentare l’istanza all’agente della riscossione entro il 22 gennaio 2017, indicando la modalità di pagamento scelta (domiciliazione bancaria, bollettini precompilati o allo sportello). Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell’unica rata o anche di una sola di esse determinerà la decadenza dalla definizione e tutto torna come prima, con la ripresa automatica delle misure cautelari e/o esecutive sulle somme residue ancora dovute e l’esclusione da una nuova rateazione.

Il Codacons, allo scopo di aiutare i cittadini a districarsi tra le tante novità fiscali, lancia un apposito sportello “Rottamazione cartelle”, attraverso il quale mette a disposizione degli utenti un team di consulenti fiscali che forniranno informazioni e assistenza sulle procedure da seguire per ottenere le agevolazioni previste dalla nuova legge. Attraverso il numero 8930398 è possibile parlare con i consulenti dell’associazione, nei giorni lunedì e venerdì dalle 11.30 alle 13.30. Il servizio sarà disponibile a partire da venerdì 4/11, ma – in via del tutto eccezionale – i consulenti risponderanno anche domani, mercoledì 2/11 sempre dalle 11.30 alle 13.30.

Ott 24 2016

Buone nuove dall’export

A settembre 2016, rispetto al mese precedente, l’export registra, per il quarto mese consecutivo, un contenuto incremento (+0,5%) mentre le importazioni  sono in marcata diminuzione (-4,1%). Il surplus commerciale (+2.880  milioni) è più del doppio di quello dello stesso mese del 2015 (+1.426
milioni). Ce lo dice l’Istat. L’incremento congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue si riferisce ai beni di consumo durevoli (+7,5%) e, in misura minore, all’energia (+3,0%) e ai beni di consumo non durevoli (+0,3%). I beni  strumentali e quelli intermedi (entrambi -0,2%) sono invece in lieve calo. Sull’import  la flessione in pratica s registra in tutti i  raggruppamenti principali di beni, a esclusione dell’energia (+0,8%).
export-crateI beni di consumo (-7,3%) e i beni strumentali (-5,0%) registrano un calo più marcato della media. Nei primi nove mesi dell’anno entrambi i flussi commerciali presentano un calo tendenziale, più sostenuto per le
importazioni (-7,8%) che per le esportazioni (-2,6%). Al netto della componente energetica, la flessione di entrambi i flussi è molto meno marcata (-1,0% per le importazioni, -0,9% per le esportazioni),  aggiunge l’Istat.  Lo scorso settembre, rispetto allo stesso mese del 2015, sono aumentate le vendite di beni verso Cina (+23,0%), Giappone (+18,0%), Stati Uniti (+11,0%), Svizzera (+5,2%), paesi Asean (+4,6%) e paesi Mercosur (+3,9%). Paesi Opec (-11,0%), Turchia (-8,3%) e Russia (-1,6%) segnano un decremento delle esportazioni. Le importazioni da Paesi Opec (+7,9%), Paesi Mercosur (+2,6%) e  Svizzera (+1,4%) sono in espansione mentre gli acquisti da Russia  (-22,0%), Stati Uniti (-14,7%) e India (-10,8%) registrano una marcata flessione.

Ott 22 2016

All’asta lo statuto del Milan. Se avessi i soldi…..

Va all’asta da Bolaffi il primo statuto del Milan (base 40.000 euro). Ma il valore stimato del documento storico sarebbe di di 80-120.000 euro. La vendita è prevista per il prossimo 14 dicembre a Milano, dell’unico
esemplare ad oggi noto dello statuto del “Milan Football & Cricket Club”, testimonianza della fondazione di uno dei club calcistici più titolati al mondo. Il mio Milan. Cento anni dopo la scomparsa del co-fondatore e primo allenatore Herbert Kilpin – il cui anniversario ricorre oggi 22 ottobre – la clip “Milan, la nascita di un mito” ripercorre l’epopea dei rossoneri attraverso il racconto del collega e storico dello sport Federico Buffa che accompagna lo spettatore in un viaggio appassionante dalle origini della squadra – la cui data di nascita è il 16 dicembre 1899 – fino al conferimento del cimelio alla casa d’aste da parte dagli eredi della famiglia di uno dei soci fondatori. Stampato in rari esemplari nel 1900 a Milano presso la Tipografia Industriale G. Pizzi, lo Statuto – composto da 16 pagine con copertina in cartoncino rosso e titolo a caratteri neri – sarà disperso a partire da una base d’asta di 40mila euro, e una stima di almeno il doppio (80-120mila euro) durante la vendita di “Libri rari e autografi” organizzata da Aste Bolaffi il 14 dicembre al Grand Hotel et de Milan. E dove altrimenti? Un documento che racchiude le origini mitiche della grande avventura del Milan e che permette di risalire al suo passato legato a uomini leggendari, a partire da Herbert Kilpin, che ne fu fondatore insieme a Samuel Richard Davies e Alfred Edwards. La notizia dell’avvenuta creazione del Milan fu data dalla Gazzetta dello Sport due giorni dopo, il 18 dicembre 1899. Sempre stando alla Gazzetta, gli inizi eroici ebbero come sede societaria la Fiaschetteria Toscana di via Berchet, mentre le partite venivano disputate al campo Trotter di piazza Doria. Nel 1949 il Milan veniva “rimproverato” dalla Domenica del Corriere di trascurare la storia della sua nascita; oggi, al tramonto della gloriosa stagione berlusconiana e agli albori della nuova era cinese, un documento permette di risalire al suo atto di origine, attestando il passato valoroso di un club ammirato in tutto il mondo in un momento di transizione per la squadra nel quale è importante riscoprire e rinsaldare identità e anima del Milan. Bolaffi propone un documento storico e, al contempo, vero e proprio oggetto di culto, di sicuro interesse per collezionisti di memorabilia sportivi di tutto il mondo, per appassionati tifosi e per investitori curiosi. Ma soprattutto con il cuore milanista…

Ott 21 2016

Uiltrasporti ha vinto il ricorso contro Alitalia

Il Tribunale di Civitavecchia ha depositato la sentenza di accoglimento totale del ricorso per comportamento antisindacale presentato dalla organizzazione contro Alitalia, che, sin dal mese di giugno, aveva abolito unilateralmente il diritto del personale navigante al godimento dei titoli di viaggio, disattendendo la normativa contrattualmente prevista.
La sentenza emessa dal Giudice condanna Alitalia al ripristino delle condizioni precedenti la sua unilaterale decisione. Non si trattava di privilegi ma di norme condivise dalle parti che sottoscrissero quegli accordi.
La sentenza risponde appieno a quanto da noi auspicato – prosegue la nota – e deve segnare una discontinuità nell’approccio di Alitalia alle relazioni industriali, che auspichiamo sin da ora maggiormente rispettose delle regole, maggiormente inclini ad obiettivi condivisi tra le parti e maggiormente partecipative.
Così come UILtrasporti crediamo che uno sviluppo equilibrato dell’azienda passi necessariamente da sane e corrette relazioni industriali.
Indebolire il sindacato confederale screditandolo, ledendo la sua credibilità ed immagine, non è utile al processo di sviluppo dell’azienda, specie in questo momento per essa tanto critico e soprattutto all’alba del rinnovo del CCNL. La UILtrasporti in questo crede, a beneficio dell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresenta e più in generale dei dipendenti di Alitalia, nonchè dei cittadini italiani che non sopporterebbero un ulteriore fallimento della compagnia di bandiera.
L’azione di UILtrasporti si dimostra concreta ed attenta ai fatti. Non così, invece, le affermazioni di alcune associazioni autonome che per fini lontani dall’interesse dei dipendenti Alitalia, sono impegnate in queste ore a diffondere notizie infondate e dannose per il futuro dei lavoratori. alitalia

Nov 25 2013

Italia in (s)vendita. Ma a chi?

Quello che più scoccia è che si passa per i soliti disfattisti e piagnucolosi. E’ vero, le iniziative di questo o quell’altro Governo sulle ‘privatizzazioni’ –  finte – , non ci piacciono per nulla. Dicono che servono per fare cassa. Ma in che senso? E’ come se una famiglia in crisi perchè il padre ha perso il lavoro, la madre ne ha uno part time e i figli crescono tra debiti contratti in epoche passate e di esaltante consumismo, oggi si vada a un Compro Oro per vendersi  i gioielli di casa. Catenine e altri oggetti per fare fronte alle rate del mutuo o peggio alle rate del prestito. E’ solo un sollievo passeggero. E il mese dopo che si fa? Si può solo sperare di non entrare nel vortice degli strozzini.

D’altra parte come biasimare quella famiglia? Come farle capire che per rientrare da debiti contratti negli anni passati bisogna mettersi al tavolino con molta umiltà e rimodellare la restituzione ma anche le proprie uscite economiche e spese generali. Lo Stato che fa? La stessa cosa. Offre un esempio sbagliato. (S)vende le sue partecipazioni, gioielli e gioiellini per cercare di risanare il debito pubblico. Demenziale.

Primo anche se le operazioni di vendita avessero successo e riscontrassero attenzione sarebbe una goccia in un mare fatto da oltre 2.076 miliardi di euro. di debito da risanare. E da qualche parte però bisogna iniziare? Certo ma dipende come e in che modo. Che senso ha (s)vendere per incassare una dozzina di miliardi e abbassare un po’ gli interessi iniziando un circuito virtuoso verso il risanamento?Oggi la differenza tra debito pubblico e Pil è del 127 % – anche se Eurostat mette l’asticella al più realistico 133%.  Ma a chi vendiamo e perchè?

Quello che si preconizza è la vendita di quote di otto società pubbliche senza alcuna strategia. Al primo che alza la mano. E si aggiudica il ‘pezzo’ senza  aver partecipato all’asta. E soprattutto senza aver partecipato alla certosina costruzione decennale del successo di ciò che sta acquistando. Dietro  le quote di Eni, StMicroelecronics, Snam, Cassa depositi e prestiti ( un vero enigma questa vendita…), Fincantieri, Sace, Grandi Stazioni, Enav, ci sono migliaia di lavoratori, migliaia di famiglie, impegni che i vari governi si sono presi nel corso degli ultimi trenta o quaranta anni. Ci sono investimenti, tecnologie, ingegneristica, intelligenza, creatività. Ci sono investitori che ci hanno creduto.

L’unica cosa che manca perchè è sempre mancata ed è il problema della nostra economia, è la strategia globale. Avere una strategia ora è indispensabile per non buttare all’aria il possibile incasso. Vendere al primo fondo cinese che passa non ha senso. Vendere a chi vuole e può insieme al Governo, ideare un futuro e una strategia per gli stessi gruppi citati, allora potrebbe essere utile. Il Governo dovrebbe proporre solo a investitori con cui allacciare rapporti di sviluppo. Con una strategia che possa moltiplicare il business, i posti di lavoro e i dividenti futuri. Non alienare i propri beni pensando solo a fare cassa oggi.

In questo modo si potrebbe fare cassa ma avere sempre il pallino in mano. E soprattutto provare a pensare comunque alle generazioni che verranno. Costrette a mio avviso tra qualche decennio a studiare a tavolino i grandi gruppi industriali che questo Paese ha avuto dal dopoguerra e che ha perso per mancanza di strategia e pianificazione economica determinata dalla pochezza della nostra politica.