Baglietto e i big della nautica escono da Confindustria

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Baglietto e i principali produttori di inbarcazioni nautiche escono da Confibdustria

Una decisione motivata dalla ormai prolungata mancanza di attenzione al comparto nautico da
parte della confederazione. Il gruppo di 15 aziende che esce dalla compagine fa parte di Nautica
Italiana e rappresenta l’eccellenza del settore in termini di volumi, brand e occupazione generata
I maggiori produttori italiani di yacht e megayacht e alcune tra le principali aziende di produzioni
industriali nautiche del nostro Paese come Apreamare, Azimut|Benetti, Baglietto, Cantiere delle
Marche, Cantieri di Sarnico, Colombo, Gruppo Ferretti, Maltese, Mase Generators,
Mondomarine e cantieri di Pisa, Opem Sistemi, Perini, Picchiotti, Tecnopool, Viareggio
Superyacht, Vismara Marine. Una decisione motivata dalla ormai prolungata mancanza di attenzione, servizi e dedizione strategica al comparto nautico da parte di questa Confindustria, che si limita a svolgere una attività di
supporto sindacale per le aziende a fronte di cospicui contributi. Una disattenzione che si è addirittura manifestata in modo scandaloso, nella sostanza e nella forma, per la mancata implementazione di una federazione di scopo, più volte annunciata, che avrebbe dovuto raccogliere tutti gli operatori del settore.

NEL 2015 L’USCITA DA UCINA

Per analoghe ragioni di immobilismo e di etica gli stessi produttori ed altre 60 primarie aziende erano usciti nel 2015 da Ucina, che in questi anni non ha saputo bilanciare correttamente le iniziative a supporto della piccola nautica e di quella di grandi dimensioni, che si è invece concentrata principalmente sull’organizzazione del salone nautico di Genova. Ucina non presta alcuna attenzione all’ innovazione, ma per contro redige bilanci sui quali sono
stati sollevati gravi dubbi dall’organo competente, tanto in Ucina stessa, quanto in sede confederale.
Ultimo, ma non ultimo, si tratta di una associazione presieduta da un dipendente di un gruppo
francese, il gruppo Bénéteau, diretto concorrente della industria italiana. Un elemento poco
compatibile per aziende impegnate a tenere alta l’immagine del Made in Italy nel mondo.
Già nel 2015 queste 67 aziende italiane, che sono di gran lunga il nerbo portante, la spina dorsale
della nautica italiana,- che impiegano nel loro complesso 4500 dipendenti diretti, 15.000 operatori
dell’indotto, esprimono un valore della produzione di 1500 milioni di euro e che rappresentano
l’80% della produzione italiana di imbarcazioni e il 95% del valore delle esportazioni – hanno dato
vita ad una prestigiosa associazione denominata Nautica Italiana

In quanto rappresentanti dei più prestigiosi marchi del Made in Italy nel mondo, è stata naturale
la loro affiliazione ad Altagamma, l’associazione che raccoglie le aziende dell’eccellenza italiana.
In Altagamma le aziende nautiche sono state accolte con entusiasmo e favore e possono ora
svolgere tutte quelle attività di innovazione e promozione sconosciute in Confindustria e Ucina.
Nautica Italiana, realtà associativa pragmatica, innovatrice e costruttiva, ha adottato
immediatamente un codice etico per distinguersi in un’Italia che talvolta all’estero sconta seri
dubbi di credibilità; ha redatto un pacchetto di proposte normative da sottoporre al Governo, tese
al rilancio del settore vessato da anni di persecuzioni ed errori da parte di politici e Pubblica
Amministrazione; ha predisposto un palinsesto di eventi, di prossima pubblicazione, atti a far
conoscere in modo efficace la produzione nautica italiana nel mondo.
Nautica Italiana rappresenta un gruppo unito e compatto, desideroso del riscatto. Lo dimostra il
fatto che quasi ogni giorno raccoglie nuove adesioni. In relazione a quanto precede , le aziende Apreamare, Azimut|Benetti, Baglietto, Cantiere delle Marche, Cantieri di Sarnico, Colombo, Gruppo Ferretti, Maltese, Mase Generators, Mondomarine e cantieri di Pisa, Opem Sistemi, Perini, Picchiotti, Tecnopool, Viareggio
Superyacht, Vismara Marine rescindono formalmente la propria iscrizione da tutte le associazioni
territoriali in cui sono presenti le proprie sedi ed i propri cantieri.

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