Attrezzature sportive false, business milionario

Attrezzature sportive false

Quello delle attrezzatures portive contraffatte è un business da 500 milioni di euro, denuncia l’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI).
Un nuovo studio dell’UAMI, la più grande agenzia per la proprietà intellettuale dell’UE, mostra infatti che le vendite perse a causa della contraffazione di attrezzature sportive, escluso l’abbigliamento, corrispondono al 6,5 % delle vendite complessive del settore nei 28 Paesi dell’UE.
Lo studio evidenzia inoltre come nel settore si registri la perdita di circa 2.800 posti di lavoro in tutta l’UE, in quanto i produttori vendono meno di quanto farebbero in assenza delle attività di contraffazione e pertanto impiegano un numero inferiore di persone.
Altri 360 milioni sono persi ogni anno nell’UE a causa degli effetti indiretti della contraffazione di attrezzature sportive, poiché i produttori acquistano quantità inferiori di prodotti e servizi dai fornitori, generando effetti a catena anche in altri settori.
Lo studio indica infine che in tutta l’UE sono perduti ogni anno fino a 150 milioni di euro di entrate pubbliche a causa di questo tipo di contraffazione. La cifra include tasse, contributi sociali e importi IVA non versati dai produttori e distributori di merce contraffatta.

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