Quanta tecnologia (e wearable devices) nel futuro dei viaggi

connected travellers

Il settore del travel assiste all’ingresso di numerose tecnologie abilitate dal digitale. Accanto alla diffusione globale degli smartphone, nuovi dispositivi per la realtà virtuale, robot, oggetti indossabili e connessi a internet sono in fase di concreto e rapido sviluppo. Oggetti che permetteranno al viaggiatore di portare il biglietto aereo al polso, sbloccare la camera d’albergo e fare un’esperienza 3D della destinazione ancora prima di venire calati in essa nel mondo reale. E lo potranno fare in tutto il mondo quando la rete 5G sarà una realtà.

I dispositivi, infatti, ci sono già e saranno sempre più numerosi. La ricerca Travel Innovations and Technology Trends 2015 di Phocuswright prevede che entro il 2019 vengano immessi nel mercato 148 milioni di wearable devices, i dispositivi indossabili connessi alla rete. Compagnie aeree, catene alberghiere, operatori per la prenotazione e gestione del viaggio nutrono un forte interesse per il settore tanto da aver già sviluppato diverse applicazioni in particolare per gli smartwatch.

“Ben il 42% dei viaggiatori mondiali oggi sono “Connected Travellers”, dotati di smartphone che usano sia per pianificare che per effettuare prenotazioni”, commenta Francesca Benati, amministratore delegato e general director Amadeus Italia. “Le prenotazioni via mobile stanno diventando un’abitudine dei viaggiatori. Gli stessi viaggiatori riconoscono nel proprio smartphone il miglior strumento di prenotazione sia in fase di ricerca che durante il viaggio stesso”.

Guardando ai dati europei, il 65% dei viaggiatori ricerca voli dal proprio smartphone, mentre è il 25% che finalizza l’acquisto tramite il dispositivo. Una percentuale che sale leggermente, al 30%, se si tratta di prenotare hotel. Per quanto concerne i viaggiatori italiani, considerata una penetrazione di smartphone del 62%, la ricerca di PhocusWright Traveller Technology Survey svela che il comparto eCommerce relativo al settore turistico ammonta al 24%, su un totale di 1 miliardo e 850 milioni di euro transati. “Questi numeri sono destinati a crescere in maniera consistente nei prossimi anni”, prosegue Francesca Benati. “Il roaming internazionale è diminuito del 91% rispetto ai costi del 2007, un fatto che ci permette di intuire le possibilità di espansione del comparto mobile a livello internazionale, grazie anche alla futura sempre maggiore propensione e abitudine dei viaggiatori ad usare uno strumento così versatile come lo smartphone. Ecco perché raccomandiamo agli operatori del settore di entrare essere parte di questa realtà, che vedrà il 55% delle prenotazioni effettuate via mobile nel vicino 2018”.

Proporre la propria offerta ai viaggiatori sui propri smartphone è pertanto una scelta imprescindibile, così come è necessario prestare attenzione agli scenari che si stanno aprendo con i wearable devices e con le nuove tecnologie. Tra le principali, Phocuswright ha segnalato il boom di Smartwatch e braccialetti intelligenti, degli abiti smart o delle tecnologie di timbro biologico per i polpastrelli (le dita diventano così degli strumenti per controllare dispositivi esterni nella stessa modalità di un mouse) o per il controllo dei bambini in un tour (la startup MC10 basata in Massachusetts sta lavorando per commercializzare una tecnologia elettronica allungabile morbida e conforme al corpo umano, rimanendo attaccata al corpo mentre la persona si muove).

Il prossimo step nel settore viaggi sarà quindi un’intensa gestione dell’innumerevole quantità di informazioni che si renderanno disponibili grazie a questi dispositivi e queste interazioni fra al’uomo e la realtà circostante. Le grandi compagnie aeree, i provider di tecnologia dovranno dotarsi di strumenti di big-data analytics, una necessità derivante anche dalla nuova frontiera tecnologica dell’Internet of Things, in grado di estrarre informazioni in tempo reale a qualunque elemento fisico grazie alle connessioni con il web e speciali applicazioni.

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