AIFBM: il food fa bene al turismo

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L’AIFBM non potrebbe essere più contenta: “Allo stato attuale dell’economia italiana, mentre il consumo del food è in calo del 2%, nel settore delle somministrazioni in ambito turistico – hotel, resort e villaggi, crocieristico – il consumo segna una crescita a 2 cifre”.
Parola di Enrico Finzi, presidente AstraRicerche, alla presentazione della ricerca commissionata dall’associazione di categoria che rappresenta i Food & Beverage manager italiani, vale a dire tutti coloro che negli alberghi, nelle catene della ristorazione gestiscono la divisione F&B.
Si tratta di ricerca working progress: ulteriori dati saranno presentati nella fase più avanzata dello scouting al convegno nazionale AIFBM, in calendari dal 22 al 24 novembre a Saint Vincent.
I numeri. In Italia vi sono 5.747 alberghi a 4 e 5 stelle (fonte Federalberghi) e il giro di affari per gli acquisti nel Food &Beverage è di circa 2 miliardi di euro.
In oltre 100 hotel, resort e villaggi turistici gli acquisti di food, bevereage e stoviglie nel 2014 sono stati pari a 33 milioni di euro. Nel dettaglio: breakfast (45% delle somministrazioni), lunch (11%), banchettistica (21%), room service (7%), dinner (16%).
Per quanto riguarda il beverage, dopo l’acqua (5 milioni di litri) sono in testa vini&spumanti (1,3), ultimo il caffè (0,3). Nel food, va la frutta (3mila tonnellate), ma anche il pesce e i prodotti per panificazione (700 tonnellate circa).
Secondo AIFBM, il settore ha guadagnato terreno perché si rivolge a un target più elevato, perché rappresenta il turismo di qualità e infine perché in questi anni il turismo ha visto crescere la professionalizzazione.

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