Accordo tra retailer internazionali sulla sicurezza
negli ambienti di lavoro

dacca600-424x233Il crollo del Rana Plaza, lo stabile della periferia di Dhaka, in Bangladesh, che ha provocato la morte di oltre 1100 lavoratori ha smosso la coscienza di molti retailer del settore moda e abbigliamento internazionali. Tra quelli occidentali, la catena svedese H&M, il gruppo spagnolo Inditex con i brand Zara, Bershka e Stradivarius, e l’olandese C&A hanno aderito per primi a un accordo per migliorare le condizioni di sicurezza, irrigidendo le regole anti-incendio e rafforzando i diritti dei lavoratori. L’accordo che sarà reso pubblico domani conta di raccogliere altre adesioni perché l’intesa possa funzionare come Pvh con i marchi Calvin Klein, Tommy Hilfiger e Izod, che sarebbe disposta a firmare il protocollo.

Il ministro responsabile per l’industria tessile del Bangladesh, Abdul Latif Siddique, ha annunciato che una commissione composta da rappresentanti sindacali e proprietari di fabbriche lavorerà all’aumento dei salari minimi per più di tre milioni di lavoratori del settore tessile, che per ora portano a casa meno di 30 euro al mese (ottenuti solo nel 2010 dopo mesi di proteste). Nei giorni scorsi per ispezionare gli stabili che ospitano migliaia di fabbriche è stata istituita una commissione che farà dei sopralluoghi nelle fabbriche di quelle catene occidentali di abbigliamento indispensabili per  l’industria del Paese che continua a utilizzare fonte di manodopera a basso costo (il Bangladesh è il secondo esportatore di abbigliamento dopo la Cina e impiega 4,5 milioni di persone).

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