8 marzo: non ci sono più mimose Floribunda e Gaulois

mimose

8 marzo festa delle donne senza la classica mimosa. E’ quanto dice la Condiretti. L’inverno pazzo di quest’anno ha tagliato dal 30% al 50% il raccolto di mimose, simbolo della festa delle donne. E’ quanto afferma la Coldiretti, nel sottolineare che l’omaggio ha anche un importante valore ambientale, perché è realizzato con tecniche eco-compatibili soprattutto nei tipici terrazzamenti che si affacciano sul mare, altrimenti destinati al degrado e all’abbandono.

Quest’anno – riferisce la Coldiretti – un inverno particolarmente mite ha fatto fiorire le piante già a partire dal
Natale e la produzione disponibile e’ stata decurtata di 1/3 a causa dell’anticipo di maturazione. Anche le piante coltivate in terreni altimetricamente più elevati, hanno completato la fioritura prima del previsto e il prodotto disponibile è stato salvato con la frigo conservazione. Si stima comunque – sottolinea la Coldiretti – che saranno almeno 10 milioni i ramoscelli di mimosa regalati in occasione della festa della donna secondo una
tradizione che si conserva nel tempo.

DAI 2 AI 15 EURO A RAMOSCELLO

Al consumo i ramoscelli hanno prezzi che variano dai 2 ai 15 euro a seconda della qualità delle dimensione del mazzo e della confezione. La produzione avviene soprattutto nella provincia di Imperia, dove operano circa 1.500 produttori e si realizza oltre il 90% di quella nazionale, che per ben il 40% viene destinata all’esportazione sul mercato olandese, ma anche in quello svizzero, francese e del nord Europa. . Le varietà più diffuse sono la Floribunda e la Gaulois che è più rigogliosa.

Secondo Coldiretti saranno almeno 10 milioni i ramoscelli di mimosa regalati in occasione della festa della donna. Al consumo i ramoscelli hanno prezzi che variano dai 2 ai 15 euro a seconda della qualità, delle dimensione del mazzo e della confezione. I ramoscelli offerti – sottolinea la Coldiretti – sono praticamente tutti di produzione nazionale e soprattutto della provincia di Imperia in Liguria dove operano circa 1.500 produttori e si realizza oltre il 90 per cento della produzione nazionale che per ben il 40 per cento viene destinata all’esportazione sul mercato olandese, ma anche in quello svizzero, francese e del nord Europa.

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