Greco se n’è andato. Generali a Galateri finalmente libera di riprendersi

Mario Greco ha lavorato fino al 2012 nel gruppo elvetico (archivio)

Il Cda di Generali ha approvato l’accordo con il ceo Mario Greco per la fine del rapporto con la società con effetto immediato. I poteri di Greco sono stati temporaneamente assegnati al presidente Gabriele Galateri ed è stato dato mandato al comitato nomine di avviare la procedura per la selezione del nuovo ceo. Il cda di Generali ha approvato «la risoluzione consensuale dei rapporti» con il ceo Greco «con effetto immediato e in coerenza con le politiche retributive del gruppo» e «ha deliberato di assegnare temporaneamente al presidente» Gabriele Galateri di Genola i poteri già attribuiti a Greco.

Il board ha deciso di incaricare il comitato per le nomine e la corporate governance di istruire il processo per la selezione dei candidati alla successione di Greco.Con Galateri fanno parte del comitato il vicepresidente Francesco Gaetano Caltagirone e il consigliere Lorenzo Pelliccioli, coadiuvati dall’head hunter Egon Zehnder. La prossima riunione del cda già in calendario è quella del 17 marzo per l’approvazione dei conti annuali del gruppo.
Greco ricopriva anche la carica di presidente del Comitato per gli Investimenti, (ne possiede 380.868). Greco aveva comunicato il 26 gennaio la propria indisponibilità a un altro mandato come Ceo del gruppo. Nella stessa giornata il gruppo Zurich ha annunciato la sua nomina a Ceo con effetto dal primo maggio. Greco succederà in questa carica il primo maggio a Tom de Swaan, presidente del cda e fin qui ceo ad interim, dopo le dimissioni di Martin Senn. Greco ha iniziato la sua carriera professionale presso la McKinsey & Company. Dal 1994 è stato attivo in RAS, di cui ha ricoperto l’incarico di Direttore Generale e, successivamente, di Amministratore Delegato e Chief Executive Officer. Dal 2004 ha anche ricoperto incarichi di vertice in Allianz, Eurizon e Zurich. Il 2 giugno del 2014 è stato nominato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Cavaliere del Lavoro.

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